Riflessioni di un importatore!

What if you were the importer looking for wines to import? Navigando per alcune ricerche di mercato attraverso forum professionali, mi sono imbattuto in un interessante articoletto pubblicato da un importatore statunitense. Ricevendo quotidianamente innumerevoli mail di presentazioni aziendali e richieste di ogni tipo da commerciali e produttori, lancia una manciata di consigli ai suoi interlocutori, pronti ad essere colti. Nulla di trascendentale, sia chiaro. Ma d’altronde per vendere vino, nonostante il mercato, non serve nessun genio della lampada, bensì strategie chiare, programmazione e un buon rapporto qualità prezzo. Spesso le prime due mancano!

Oltre all’invio di migliaia di mail dicendo che i tuoi vini sono i migliori e che stai cercando un importatore, cosa stai facendo effettivamente per attirare un importatore?

Is your website up-to-date? Do you have an English version available? Do you have videos that show the vineyard and the winery? Are you on YouTube? Do you post to Twitter and Facebook? More importantly, do you engage consumers (do you know how to engage anyone)? Are you on the social networks where they are taking about your wines the most? (Do you know which sites they are or how to locate them?)

Avere un sito aggiornato e con una versione inglese. Avere possibilmente un canale Youtube, Twitter o Facebook. Insomma utilizzare i social network per rivolgersi ai propri clienti finali, per attirare, ‘engage’, clienti. Ecco un consiglio che può sembrare scontato, ma che se si passano in rassegna un buon campione di siti di produttori di vino, si scopre che così scontato non è. Non parliamo dei social network, che spesso vengono utilizzati in modo improprio, ma anche solo dei siti web, in maggioranza non ottimizzati, pesanti e per nulla interattivi.

Oggi come oggi, il famigerato web 2.0, quello dei social network per intenderci, da la possibilità reale di creare connessioni, di comunicare davvero in modo personale, in modo diretto. Si ha la possibiità di poter quantificare il ritorno di investimento nello sforzo fatto per comunicare la propria immagine e il proprio prodotto. Per i produttori di vino deve essere un’opportunità da cogliere. Il vino è un prodotto che esprime più di altri un valore estrinseco, un valore emozionale e soggettivo. Riuscire a comunicare efficacemente la propria passione, coinvolgere direttamente il consumatore, il cliente, coinvolgere direttamente il proprio partner commerciale può certamente fare la differenza e costituire un vantaggio competitivo da non sottovalutare.

If you were an importer, you need to find those wines that will have the best chance to be sold to today’s American consumer. If you were an importer, wouldn’t you want a partner (in a winery) that was helping you to do everything that they could to make the venture a success?
If you doubt the importance of social networking & the ability to communicate, go ask the 150 million Americans who use it every day (if you know how to).

Sei hai dubbi sull’importanza dei social network e sulla loro abilità di comunicare, vallo a chiedere ai 150 milioni di americanti che ne fanno uso quotidianamente.

2 commenti

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2 risposte a “Riflessioni di un importatore!

  1. Hai perfettamente ragione! L’importanza degli investimenti in SEO e Advertising online sono fondamentali in un’ottica di marketing online.
    Tuttavia in questo articolo mi sono limitato ad un’analisi parziale, partendo forse da uno step successivo, piuttosto quello di riuscire a sviluppare (e mantenere) un rapporto di lavoro con un partner commerciale mediante un’efficace gestione della propria comunicazione online, sulla base di un approccio di collaborazione già avviato.

  2. Quell’importatore ha ragione al 100%, ma non è sufficiente! E’ tutto vero se quell’importatore deve prendere una decisione sulla base dell’email ricevute o dei campioni di vino ricevuti, perché desidera saperne di più. E vista la distanza può solo farlo visitando il loro sito web sperando che sia in inglese, con contenuti di qualità, aggiornato, completo, con foto e video per conoscere meglio l’azienda e le persone. Ma vuole anche sapere cosa ne pensano le persone, i clienti e i consumatori di quella cantina. Ma come detto non è sufficiente. Per esempio tantissime cantine non investono in SEO e advertising online, così facendo però si perdono tutta una parte di potenziali clienti (importatori, distributori, etc. etc.). Basta pensare ad un importatore che desidera trovare un nuovo produttore di Prosecco perchè quello che ha gli sta sulle palle in quel momento per vari motivi. Cosa fa l’importatore in questo caso? Semplice va su Internet e cerca un nuovo produttore di Prosecco, e visto che non tutti possono stare nella prima pagina dei risultati tantissime cantine perdono una opportunità. Al contrario investendo in SEO o advertising online potrebbero avere loro quella opportunità, a scapito di un diretto concorrente. Chiaramente poi se il loro sito fa schifo quella eventuale visita non si tradurrà mai in un cliente, perché entra ed esce subito dal sito. Insomma la strategia online deve essere a 360 gradi, e fatta bene.

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