Mercato USA. Dati incoraggianti per i piccoli?

Premetto che in questo blog non parlerò solo del mercato del vino in USA, ma nel limite delle mie possibilità cercherò di raccogliere spunti, informazioni e riflessioni che ritengo possano risultare interessanti agli eventuali lettori o addetti ai lavori.

Nel primo articolo ho esposto alcuni suggerimenti di un importatore riguardo alle tematiche più vicine al webmarketing e alla gestione della comunicazione aziendale, in questo post invece cercherò di riassumere alcuni dati statistici riguardo ai consumi di vino negli USA. Dal mio personale punto di vista possono ritenersi incoraggiani soprattutto per i piccoli-medi produttori di vini di qualità, che hanno scelto gli Stati Uniti come mercato target.

In particolare dai dati presi in analisi dalle fonti Wines & Vines e Wine Business (sulla base di dati Nielsen), è evidente che il consumo di vino negli States non conosce crisi, neppure alla luce del contesto macroeconomico dell’ultimo biennio.

Valore vendite del Vino in Usa. Dati Nielsen

Se si prendono in esame le vendite di ottobre 2011, in comparazione con il 2010, si nota un aumento aggregato del 4.5% (in fronte ad precendente aumento 2009-2010 del 3.3%). Ciò che però è interessante notare è che una crescita significativa, ad ottobre 2011 rispetto al 2010, si ha nella fascia di prezzo superiore ai 20$ (incremento del 12.5%), in calo invece le fasce di prezzo da 0-2.99$  (-3.2%) e da 6-9$ (-3,6%).

Per quanto riguarda le vendite dirette al consumatore (Direct to Consumer, DtC), si nota un incremento in valore del 33% rispetto al 2010, che rispecchia un aumento del 21% delle quantità vendute connesso ad un aumento di circa il 10% della media prezzo delle bottiglie.

Ora, sinceramente non ho capito bene a cosa quest’ultimo dato si riferisse, se al vino acquistato direttamente in cantina dal consumatore (quindi riferito gioco forza al vino domestico statunitense), o al vino acquistato anche in web-store, o piccoli negozi retail. Suppongo la seconda ipotesi. In questo caso significa che oltre spendere di più per una bottiglia di vino, il consumatore americano presta particolare interesse a vini più ricercati, venduti al dettaglio, piuttosto che a prodotti maggiormente di massa.

Non vorrei che le mie analisi risultassero troppo semplicistiche ed approssimative, visto che di variabili da prendere in esame ce ne sono molteplici, ma semprerebbe non troppo azzardato ritenere che i due fattori analizzati, 1-propensione alla spesa e 2-propensione all’acquisto al dettaglio, possano essere del tutto incoraggianti soprattutto per i produttori medio-piccoli. Coloro che mettono tutta la loro passione nella produzione di vini di qualità, sia essa espressione di un territorio o di una personalissima filosofia. Un passo importante rimane donque riuscire a comunicare.

1 Commento

Archiviato in market & marketing

Una risposta a “Mercato USA. Dati incoraggianti per i piccoli?

  1. Raffaella Bissoni

    E’ vero, il mercato degli Usa è sempre molto interessante. In molti paesi vi è un grande interesse per il vino ed in particolare per il “made in Italy”. Cresce anche il mercato dei vini di qualità, purchè al giusto prezzo…La cosa più difficile è incontrare l’importatore giusto ed il web è pieno anche di persone che si spacciano del settore e chiedono campionature gratuite a molte cantine…..
    I rapporti seri, con persone che si impegnano in questo settore, è sempre auspicabile , ma è necessario un “filtro” per sapere di comunicare in modo assolutamente serio!
    Raffaella Bissoni

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